[ venerdì, 18 novembre 2005 ]


// Abbigliamento - work in progress

Presento qui una panoramica sugli abiti senza trattare degli elementi decorativi quali monili, gioielli o simili, ma solo dell'abbigliamento e dell'oggettistica strettamente collegata, come cinture e fibule.

Partiamo col dire che i materiali utilizzati erano il lino, la lana e per i capi e le decorazioni più ricche (solitamente tuniche e bordure) la seta. Nei mesi più freddi s'introducono capi o inserti in feltro e pelliccia.

L'abbigliamento maschile

La prima differenza tra il mondo mediterraneo e quello "europeo" continentale sta nella presenza nell'abbigliamento maschile di pantaloni, o meglio "bracae", brache e nell'utilizzo di scarpe al posto dei sandali.

La tunica
Partiamo dalla tunica, o camisia, che poteva essere di diverse lunghezze, da poco sotto la cintura a oltre metà coscia, e in un'ampia gamma di fantasie, che andavano dalla tinta unita alle righe, dagli scacchi al cosiddetto tartan (comunemente conosciuto come "scozzese"). Si presume che un maggior numero di colori in uno stesso tessuto ne determinasse il pregio e la ricchezza.
La camisia si ottinene con un rettangolo di tessuto piegato in due, cucito (fig. 1 - le figure verranno inserite a posteriori) in modo da lasciare lo spazio per inserire le maniche e aperto centralmente per far passare la testa. Le maniche possono essere o due rettangoli o, meglio ancora, due figure trapezoidali.
Alcune immagini di epoche precedenti quelle trattate (IV-III secolo), come quelle incise sul fodero in lamina di bronzo della seconda metà del V secolo trovato nella tomba n° 994 ad Hallstat, fanno pensare a tuniche simili a quelle medievali, anche se più corte: strette in vita, con maniche piuttosto aderenti e terminanti come una gonnella. Bisogna considerare, comunque, che, oltre ad essere di un'epoca precedente, potrebbero essere scelte "artistiche".
Un particolare su cui stiamo lavorando è la presenza o meno di tagli longitudinali sulle maniche (fig. 2) e l'utilizzo di simil-gemelli come quelli ritrovati in Irlanda.

Le brache
Seconda, ma forse prima per importanza nella distinzione tra gli italici peninsulari e i più continentali della fascia centro-nord, è la braca.
Simile ai moderni pantaloni era composta da due ritagli di tessuto uniti fra loro, in alcuni casi con l'aggiunta di un rombo all'altezza del cavallo e l'inserimento interno o esterno in vita di un laccio, cordino o stringa di cuoio.
Ad oggi conosciamo due ipotetici modi per tagliare le brache (fig. 3 e 4).
Il clima freddo, ci ha fatto pensare al possibile utilizzo di un pantalone con "calza" annessa, ottenuto cucendo alla fine della braca un "piedino"; ma per ora è solo una teoria da prendere con le pinze. (fig.5)
Interessante è anche la ricostruzione di brache di origine germanica ottenute con diversi ritagli di tessuto cuciti fra loro. Purtroppo le fonti non ci danno informazioni sicure su nessuno dei tre modelli.

L'abbigliamento femminile

L'abbigliamento femminile è più simile a quello utilizzato nel bacino del mediterraneo.
Si hanno principalmente due modelli di vestiario: uno composto da una tunica simile a quella maschile, ma più lunga e ampia, e un secondo di fattura simile al chitone greco-romano (fig. 6).
La tunica femminile deve essere lunga fino alle caviglie o poco sopra, è tagliata allo stesso modo della camisia con l'aggiunta di due triangoli inseriti ai lati, con il vertice all'altezza della vita, che le conferiscono maggiore ampiezza sul fondo.
Il simil-chitone (fig. 7 e 8), invece, è composto da due ampi e lunghi rettangoli di tessuto, cuciti parzialmente ai lati. La parte superiore viene ripiegata e lasciata ricadere libramente sia davanti, sia dietro, e fissata sulle spalle da due fibule.
Può essere adottato un terzo modello, utilizzando una camisia più corta e legando un ampio quadrato o rettangolo di tessuto, ripiegato in obliquo, come fosse una gonna (fig. 9).
Come sovratunica si può utilizzare un tessuto rettangolare di doppia lunghezza con una semplice apertura per la testa nel centro (fig. 10).

Le scarpe

Le scarpe, in pelle e a volte in tessuto, sono la parte più difficile da ricostruire. Questo perché, purtroppo, abbiamo come riferimento solo un paio di modelli d'epoca posteriore: uno britannico e uno in uso presso i Romani dell'età imperiale conosciuto appunto come "galliche" (fig. 11 e 12). Quest'ultimo ci pare il più fedele, in quanto la struttura ricorda alcuni vasi a forma di scarpa come quello rinvenuto a Kosd, Ungheria, del III secolo a.C. (fig. 13).
Alcuni gruppi francesi hanno ricostruito una variante chiusa di scarpa che però, a mio avviso, è più adatta al ceto povero; mentre vanno ricordati i modelli di stivaletto a punta trovati nelle tombe dei principi in Germania (anche se di epoca precedente).
L'unico grande dubbio che ci rimane è sulla presenza della suola. Nei modelli visti la scarpa è costruita con un unico pezzo di pelle più o meno spesso (consigliamo la vacchetta di elevato spessore, ahimé di difficile reperibilità), ma l'esperienza sul campo ci induce a pensare che potessero utilizzare delle suole più robuste in cuoio, incollate o inchiodate alla romana. Le scarpe sprovviste di suola, infatti, si consumano a velocità incredibile e non hanno presa sul terreno erboso, cosa che avrebbe potuto creare non pochi problemi negli scontri armati, soprattutto per i guerrieri appiedati visto il modo irruento di combattere dei Galli.
Alcuni gruppi hanno già utilizzato il sistema alla romana delle tre suole chiodate (fig. 14).

I mantelli

Il modello più classico, valido sia per uomini che per donne, consiste in un ampio rettangolo di tessuto legato sopra alla spalla o, meglio, fermato con una fibula.
Un modello più protettivo consiste in un rettangolo di dimensioni maggiori munito nella parte superiore centrale di cappuccio(Cucullos), legato o fermato con fibule sul davanti(fig.15).
E' possibile l'uso per le donne di semplici scialle pesanti o di lunghi rettangoli avvolti attorno al corpo alla greco-romana fig.16).
Per il popolo è possibile l'utilizzo di mantelli di paglia fitta contro la pioggia (fig.17).

I copricapi

Vi era sicuramente l'uso di copricapi, dei quali però non abbiamo (il nostro gruppo intendo) informazioni precise, per cui proviamo a utilizzare un po' di logica.
Cappelli di paglia potevano essere usati soprattutto dal volgo per proteggersi dal sole (fig. 18) o dalla pioggia (fig. 20).
I più ricchi, guerrieri e mercanti, potevano avere cappelli in feltro, come in uso presso i greci e gli sciti (fig. 21 e 22).
In epoche più tarde sono state usate anche delle corte pellegrine che ci fanno presumere un possibile utilizzo antecedente in termini di tempo(fig. 23).


Dumnorix // 00:58 // commenti


[ venerdì, 04 novembre 2005 ]


// Capodanno Celtico 2005

Un anno è passato da quando il gruppo è stato fondato e rieccoci qua al Capodanno Celtico, Samonios/Trinouxtious Samonni, a Milano dietro il Castello Sforzesco.

Non so se possiate capire la gioia di fare cultura nella mia città natale. Cercre di mostrare il proprio lavoro e magari farlo apprezzare, ai propri concittadini. Vedere amici e parenti invitati che non devono raggiungerti a centinaia di Km di distanza...
Una vera gran soddisfazione.
Poi quest'anno mi sono sbattuto con gli organizzatori, ho provato l'ebbrezza di sentirmi necessario e non uno dei tanti. Abbiamo sfilato fino al Duomo e ritorno...che dire? Esaltazione allo stato brado.
Unica pecca i nostri ritardi (parzialmente voluti) e quindi la totale mancanza del nostro campo nel mediale. Quest'anno niente televisione , niente interviste, solo alcune riprese dal telegiornale regionale.

Beh poteva andare peggio, poteva piovere....

Dumnorix // 01:38 // commenti


La Voce di Dumnorix

Il mondo dei Celti visto da un rievocatore

Dumnorix

Dumnorix 'Re del mondo', è il rix, il re, il capo della tribù e in quanto tale eletto dal suo popolo per un insieme di caratteristiche che lo hanno reso idoneo al ruolo. Veterano guerriero si occupa anche di esercitare la funzione di vergobretus, magistrato, tra la sua gente. Tale ruolo, solitamente rivestito dai druidi è possibile proprio grazie a lunghi studi perpetrati presso la casta sacra ed erudita, dove apprese le conoscenze sulla natura, sui mondi degli spiriti e degli dei, e su alcuni rituali. In conformità al ruolo per cui è stato eletto e in quanto seguace del dio Lug (Lugos) conosce molte arti che pratica con costanza. Non particolarmente facoltoso, sta cercando di incrementare il proprio potere economico tramite il commercio e scorribande presso tribù vicine. In alcuni casi ha forzato la scelta di muovere parte della propria gente per imprese di mercenariato in vari luoghi.

l'Altro Me

Ettore è diplomato quale tecnico di laboratorio chimico biologico. Re-enactor e interessato all'archeologia sperimentale si dedica ormai da anni allo studio dell'epoca presa in esame. Si occupa tra le varie cose della ricostruzione di oggetti in pelle/cuoio e legno, della lavorazione della pietra e delle studio sull'arte, la cultura e la religione gallica. Praticando arti marziali e avendo fatto una scuola di spada medioevale ha sempre cercato e studiato le tecniche di combattimento del mondo antico, cercando di capire, mancando materiale didattico e tradizione continua, quali potessero essere i modi di utilizzare le armi e le tattiche guerresche in un combattimento reale e, ovviamente, di trasporle a chi interessato tramite stage. Progetti futuri: oltre al sogno, come per ogni re-enactor, di costruire un parco storico didattico, intende laurearsi, tempo permettendo, in archeologia e ampliare così il “pacchetto” conoscenze.

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Bibliografia

Di seguito una breve lista, suddivisa per argomenti, dei libri che ritengo validi. Alcuni libri danno una traccia legata alla passione “romantica” per il celtismo, altri, all'opposto, un dissacramento degli stessi; alcuni trattano dei soli Galli dell'epoca che trattiamo, altri di Irlandesi, Bretoni e Scozzesi. Al lettore la voglia e la capacità di discernimento anche se faremo commenti e daremo alcuni suggerimenti. Vi consiglio ovviamente di dare un occhiata a libri, articoli e saggi presentati nelle bibliografie dei testi qui citati, sicuramente più approfonditi e intenti ad una ricerca sempre più accurata.

Storia e Archeologia:

Caesar's Gallic Wars:58-50 BC (43)
Kate Gilliver - Ed. Osprey: Essential Histories
( Molto interessante per la visione che aveva Cesare sui Galli, tattiche di battaglia schieramenti e via dicendo ma, ovviamente, al di fuori dal periodo trattato dagli Adui)

Celti
Roberto Corbella - Ed. Guide Macchione

Celtic Warrior: 300 BC -AD 100 (30)
Stephen Allen - Ed. Osprey: Warrior

Exploring The World of the Celts
Simon James - Ed. Thamens &Hudson

I Celti
AAVV. - Ed. Circolo Universitario Ricreativo: Il Bargello

I Celti
Alexander Dermondt - Ed. Universale Paperback: Il Mulino

I Celti a Palazzo Grassi Venezia
Ed. Bompiani - 1991

I Celti in Italia
Venceslas Kruta, Valerio Massimo Manfredi - Ed. Mondadori: Le Scie

I Celti: Storia e Leggenda di una Civiltà
Jean Markale - Ed. Mondadori

La Grande Storia dei Celti: la Nascita, l'Affermazione e la Decadenza
Venceslas Kruta Ed. Newton & Copton

Pictish Warrior: AD 297 - 841 (50)
Paul Wagner - Ed. Osprey: Warrior
(Totalmente fuori epoca e prende ad esame un popolo celtico molto particolare, ma interessante soprattutto per capire il concetto “del Guerriero”)

Rome's Enemy 2:Gallic and British Celts (158)
Peter Wilcox - Ed. Osprey: Man-at-Arms

Religione e Spiritualità:

Celtic Mythology
AAVV - Ed. Geddes & Grosset

I Druidi
Stuart Piggot - Ed. Newton & Copton
(Questo particolare Libro è interessante per studiare in comparazione ad uno studioso dichiaratamente anti-celtico, aiuta quindi ad un confronto di argomentazioni interessante)

Il Segreto dei Druidi
Peter Berrsford Ellis - Ed. Piemme

Arte e Simboli:

Early Celtic Desigs
Ian Stead, Karen Huges - Ed. British Museum Press
(fondamentale per capire e allontanare i cosiddetti “nodi” a favore della vera arte celtica antica halstattiana e lateniana, continentale e insulare

I Celti
Paul-Marie Duval - Ed. BUR: Arte

Varie:

Dictionnaire de la Langue Gauloise
Xavier Delamarre - Ed. Errance
(Il dizionario forse più completo attualmente edito in circolazione)

L'Impero Romano e i Celti: una Storia di Sapere
Gioachino Gili - DeAgostini/Coop: Iniziative Speciali
(Analizza alcuni piatti tipici e usanze culinarie)

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